Il giorno dei perdenti a quanto pare c'è!

eh, sai è così...a volte arriva anche il giorno per gli sfigati di successo! (Fina)

Ciao piccola mia...

Ho imparato che è meglio esternare tutto subito, ho scoperto che ancora so essere fragile quanto non credevo possibile...

Di te ricordo lo sguardo sai? Dolce e malinconico, ma allo stesso tempo caldo e accogliente, sai è proprio vero ci accorgiamo della grandezza che abbiamo per le mani solo quando ci viene portata via... siamo mediocri, gli esseri peggiori del mondo. Una vita a rincorrere chissà che per poi accorgerci che le risposte ci stavano sotto il naso, che le risposte stavano li già diverso tempo prima. Non tutte magari, ma nel nostro vagare alla ricerca di affetto per chi come me ne sente spesso carenza tralasciamo i piccoli gesti, le piccole cose che riempiono il nostro quotidiano. Quanto siamo meschini...

Dieci anni ricordi? Non passano in un lampo e ancora mi sembra ieri quando scendesti da quella macchina per venire a vivere qui, ancora ricordoil tuo andare barcollante sulle prima, posto nuovo, una grande festa intorno a te. Un prato per correre e tanto affetto, tu muovevi lenta all'inzizio già segnata di chi ti aveva tenuto prima di noi credendo che tu fossi una sorta di giocattolo spassoso... Che voglia di giocare avevi, di scattare e poi fermarti all'ombra a prendere fiato, la nostra prima primavera, di fiori e palline, di abbracci sinceri e sereni.

Di te ricordo la pacatezza sai? Serena con tutti e con tutto, fatta della stessa materia dei sogni la tua aura ti avvolgeva leggera, come se fossi venuta per portare serenità, per farci un regalo... Perchè infondo io lo sapevo che c'eri e che spesso venivi a trovarmi la notte quando mi perdevo sul balcone apettando chissà che, tu arrivavi quasi a volermi rincuorare. Amica sincera e leale, capace di ascoltare senza mai lamentarti...

Dieci anni sai... non passano in un lampo, crescevo con te, da piccolo quattordicenne affezionato alla sua parte infantile ti portavo con me a giocare, senza muovere passo che tu non fossi li... Ti piaceva la musica, quella cassetta che ascoltavamo sempre chissà in quale meandro di questa casa ancora è nascosta, come te anche lei è rimasta... Poi si cresce, si cambia... a dire il vero noi cambiamo, tu sempre uguale a te stessa, meravigliosa e invincibile a qualsiasi cosa.

Di te ricordo la caparbietà... ricordo il tuo non arrenderti che mi commuoveva, mi faceva sperare, dieci giorni fa la prima iniezione, poi via via le altre... stavi bene, lo vedevo, lo sentivo, camminavi seppur a fatica, mangiavi... eri la stessa lei che conoscevo, che amavo. Ho imparato a farti le iniezioni da solo, sperando di essere stato all'altrezza, ma rifiutavo l'idea che tu ti potessi arrendere. Per l'ennesima volta hai vinto dimostrando a tutti il tuo miracolo, la tua forza di volontà...

Dieci anni... volano in un istante, ora che te ne vai... Hai resistito una settimana, combattendo stoicamente, per te, per me, per noi... e io mi rivedevo in te assorto nei miei mille banali problemi decidevo di combattere ancora un po' per tornare a splendere. Ieri ti sei aggravata di nuovo, anche le iniezioni ormai superflue che ti iniettavo sperando di fare presto, sperando che servissero non avevano alcun effetto.

Di te ricordo l'espressione... spaventata salendo in macchina e correndo verso una speranza, un piccolo bagliore nella notte di gocce, le prime cure, il tentativo di fermare quell'orrenda emorragia, il lasciarti a persone esperte e tornare a casa confidando che saresti stata bene... che avresti passato anche questa, con fatica magari ma pronti a sostenerti sempre...

Dieci anni... quando squilla un telefono che porta tue notizie diventano un secolo, perchè sono buone notizie, stai meglio e i valori sono nella norma, io sorrido meditando di riportati a casa, di abbracciarti presto di nuovo. Questa è la tua casa, il tuo posto, qui era giusto tornassi con le tue gambe, piegata forse ma non spezzata.

Di te ricordo... il tuo respiro affannato, prima cosa a colpirmi dopo che mi hanno chiamato d'urgenza, le condizioni che precipitano e il mio senso di pochezza, di inadeguatezza, troppo grande per me tutto quello che succede, sono ancora bambino per decidere infondo.

Dieci anni piccola mia, io il tuo sangue sulle mani non lo scordo più, non voglio dimenticare... che se solo avessi potuto ti avrei dato anche il mio per vederti tornare all'impiedi, io i tuoi occhi dolci non li scordo più, quell'espressione serena che avevi su quel tavolo attaccata a mille macchinari... se solo potessi essere superman, se solo avessi avuto un modo per portarti lontano e al sicuro dai tuoi mali.

Di te ricordo, l'ultimo viaggio, che ancora mi pareva ti muovessi in macchina distesa... serena... di te ricorderò queste lacrime che mi attanagliano il viso e non smettono di cessare, sperando di averti in qualche modo aiutato, sperando di aver scelto bene per te, perchè tu tornassi a stare bene... ricordandomi di essere uomo e non più bambino ho scelto, consigliato dai dottori è vero, ma ho scelto... Sono stato li, a un passo da te mentre smettevi di respirare, mentre ancora speravo di poterti vedere muovere... rassegnato all'immagine di te stesa e morente, spero tu abbia sentito le mie scuse per non essere stato capace di salvarti... l'avrei voluto credimi, avrei voluto ogni cosa... che fosse bene per te...

Sandy eri, sei e sarai, per sempre parte di me... per quel poco che ho potuto darti spero di averti portato sensazioni positive, di averti fatto felice, sperando che negli ultimi istanti tu mi abbia sentito vicino, perchè ero li per te, anche se triste ero li per te, la mia mano su di te c'era... le mie lacrime c'erano a dimostrarti tutto il bene che posso... Dieci anni... non li dimentico mai... dieci anni fanno parte di me ora che sono cresciuto, tu ci sei... ci sarai... che ancora sento addosso il tuo profumo, che ancora ti sento respirare... Ora perdonami se piangerò se farò ancora il bambino ma tu lo sai come sono fatto... ho i miei tempi i miei modi...

Sandy eri, sei e sarai per sempre la mia cucciola di terranova... Sandy eri, sei e sarai per sempre dentro di me...

Ti prego solo perdonami... come ti ho sussurrato all'orecchio pochi istanti prima che te ne andassi, perdonami se non ho saputo rispettare la mia promessa...

Ciao piccola mia

Certe frasi non si azzeccano mai...

C'è ancora vento, si è fermato solo qualche giorno per poi riprendere e raffreddare questa primavera. Non è un segreto quanto mi piaccia il vento, quanto mi affascini il movimento che produce. Vedere l'insieme delle cose piegarsi senza cedere a quella forza costante, freddo o caldo che sia il vento è un amico al quale raccontare qualcosa sperando che sia messaggero affidabile nel riferirle a chi avrà l'accortezza di fermarsi ad ascoltare. Mi piace sedermi fuori e farmici avvolgere quasi potesse fare pulizia dentro me, come se con quella carezza vellutata sappia consolarmi o spronarmi a non piegarmi.

Lavorare per obbiettivi bambino, imparare di nuovo a camminare passo per passo "risalire la strada in discesa a bocca chiusa" avendo il coraggio di osare se serve e maledirsi poi se capita, ma con la concezione di aver provato. Lavorare duro, lavorare forte, e si farsi anche aiutare da quelle seppur poche meravigliose anime che mi accompagnano, farsi aiutare dai ricordi, dalle parole, dai gesti... Perchè farsi aiutare è bello, lo è quasi come aiutare. Perchè ogni tanto si ha bisogno di sentirsi difesi da qualcosa, qualcuno. Fosse una frase o un amico poco importa, solo così potrò tornare ad aiutare con lo stesso spirito.

Strappare il pugnale tirando netto perchè li c'è stato per troppo tempo, tirare forte e lasciar sanguinare copiosa la ferita se serve, ma pretendere delle scuse per farlo guarire. Pretendere o trovare le risposte ai mille perchè, rischiando è vero ma serve a guarire. Conscio di aver fatto il possibile e anche di più per non essere mai meschino, indelicato o stronzo nemmeno quando serviva. Sono fatto così che ci vuoi fare, preferisco sfogare la collera nel vento e farmi tremare le mani, rovinarle se serve, ma ho capito che certe persone non la meritano nemmeno la collera. Perchè infondo anche quello è un sentimento, un interesse. Chi parla a sproposito, chi ti accusa, chi ti induce a sentirti meno di quel che vali, chi ti attacca senza preavviso se preso alla sprovvista cede, svela la sua vera entità, rivela la sua pochezza di argomentazioni, cela la sua scarsa sensibilità. E anche se vuol dire scoprirti di nuovo e prendere un pugno dritto in faccia abbasserai le difese costi quel che costi pur di conoscere la verità.

Un po' come in moto non riesco ad essere un buon pilota sui tornanti, bloccato da mille paure, ma comincio a piegare di più, lo stesso farò passo passo versando silenzi, lacrime, bestemmie e quant'altro servisse, ma prima o poi metto la freccia e supero.

da lontano...

Non so ancora come partire a scrivere questa lettera, è così tanto che non ci sentiamo che un po' mi imbarazza scriverti ora, ora che tu hai preso un altro corso anche se così legato al mio, ora che hai cambiato passo decisa svoltando l'angolo. Non è il tempismo la mia miglior qualità come non lo è mai stato la stima nei miei confronti e chi meglio di te può capire. L'albero la fuori è fiorito di nuovo, lo davano tutti per spacciato, invece lui indomito ha retto ai mille cambiamenti ed è fiorito di nuovo. Questa sera tornando a casa mi ci sono fermato un po' sotto, più che i piccoli petali bianchi sai cos'è a farmi impazzire? Il profumo che sprigiona, così forte e intenso, che ne dici può essere quello a cambiare il corso di una vita? Può un profumo farti sentire meglio al punto da cambiare te stesso? Non credo sai... però respirarlo fa bene al cuore, mi riporta alla mente diverse primavere... Lui è fiorito in barba a tutto, fregandosene del tempo, del freddo e del caldo, come ogni anno è esploso di un bianco candido e inondando la mia via di petali. Quando c'è brezza mi piace starci nelle vicinanze sembra quasi che queli petali che si staccando vogliano avvolgerti in un abbraccio. Te lo ricordi ancora tutto questo? Ti ricordi i sorrisi di bambini che giocavano sotto quell'albero?

Volevo quasi allargare le braccia come potesse travolgermi qualcosa di inaspettatamente bello ma poi ho riflettuto che non era il caso, che non era un film e non serviva il lieto fine, il sorriso e la faccia distesa di chi ha la felicità per le mani, perchè io ancora non ce l'ho... proiettato in un infruttuosa ricerca tento di inseguirla. Difficile alle volte, meno altre, ma è una corsa dura, impegnativa, si cade spesso... Correre di fronte alla speranza di interessare, di essere qualcosa per qualcuno, si forse cinicamente cerco una porzione di affetto, cerco un complimento, una pacca sulla spalla, vera, leale. Cerco e non trovo un sorriso interessato a me, qualcosa che vada oltre. Non ho ancora imparato vedi? Come mi hai sempre rimproverato cerco quel che non c'è, che sia fortuna o bene io continuo a cercare... è solo che io so quanto posso dare, quanto avrei voglia di regalare se solo fosse possibile, perchè se non posso dare a me o a te io ho bisogno di dare, di quel dare che io vorrei ricevere... io saprei. Non credo a chi mi ha accusato di essere troppo misero, io so di valere, ma come sempre la realtà mi frega.

Così respirando forte per quei pochi minuti ho sperato di svegliarmi domani e ritrovarmi alleato di me stesso... poi mi sono voltato e ho realizzato che ancora aspetto quella stella che cadendo mi cambierà la vita...

Con un bacio poi...

Un anno non passa svelto, un anno lo senti addosso, ti incrina la pelle... Inevitabilmente la invecchia, la fa più crespa. Anche se sei giovane è normale veder spuntare qualche ruga... Oppure un anno vola, riduce ore in minuti che pareva fosse appena iniziato e invece te lo ritrovi finito. Un anno... Che anno... Un anno non lo dimentichi si presenza come entità nei ricordi riproponendoti quel che hai vissuto per intero, senza scorciatoie, senza possibilità di dire passo... Lo puoi solo guardare in prospettiva e vedere come ci hai vissuto. Un anno non cambia una vita... o forse si? Un anno, se è come questo ti lascia un coltello su di un tavolo, l'hai estratto ma la ferita sta li. La vedi ancora pulsare rossa lampone, fa meno male dopo averla curata, sta li sotto montagne di garze ma se la sfiori ancora lo senti il dolore. Aspetti... un anno appunto... cercando di capire se c'è un premio per tutta questa attesa, avrai aspettato bene? Seduto sulla panchina immerso fra i pensieri, rimettendo in gioco di nuovo, resistendo al vento e all'intemperia, aspettando il sole... Ma il treno passa di lì? Un anno di binari vuoti, di domande senza risposta. Secondo te come ho fatto? Ho fatto bene o mi sono fatto prendere di nuovo in giro dal turbinio della mia testa?

Sono come mi vuoi? O l'ologramma di ciò che potrei essere? Ho scoperto che mi piace di nuovo il sole, lo stare seduto a gambe incorciate sentendolo sulle spalle... ho scoperto che le persone ti cambiano preferendo a te una marca migliore, come sulla lista della spesa. Ho scoperto che so di nuovo giocare con il vento come facevo da bambino novello Eolo sul balcone di casa, ho scoperto che malgrado tutto qualcosa rimane per sempre anche se la vorresti odiare. Ho scoperto che mi mancano le acque del mio lago... sono il migliore dei calmanti, ho scoperto che mia madre soffre l'abbandono di mia sorella come non credevo possibile. Ho scoperto che l'odore dell'asfalto dopo la pioggia è una droga irrinunciabile, ho scoperto che mi piace farmi adottare da chi mi ha offerto carezze senza chiedere niente in cambio.

Un solo anno che vuoi che sia, un altra scusa per rimandare quel viaggio che ti sei ripromesso quasi fosse un regalo... Soffia che passa il dolore... è un anno che soffio e ora comincia a lenire solo perchè ho capito che sono solo io ad aspettarti ancora e probabilmente ho deciso di non aspettarti più...

Un piccolo insignificante anno così grande da farmi paura, denso e vivo di male poi bene poi di nuovo male, di fantasmi spariti e di nuovi alla porta, più forte dici? Non credo sai... Ho ceduto alle barriere che avevo eretto, non servono se non a filtrarti la vita ma non trattengono i colpi, sono barriere di cristallo il dolore passa uguale penetrando nella carne, così l'ho sfidato a corpo nudo, soccombendo forse ma lottando a mani nude da perfetto guerriero, ho difeso me stesso da senso di inadeguatezza che mi è stato buttato addoso, dalle accuse infamanti di non essere all'altezza. Ho realizzato di essere addirittura più in alto, un pezzo più in alto... se non mi cerchi non puoi nemmeno vedermi. C'è chi va oltre è chi no, c'è chi ti chiede come va e chi no perchè troppo preso dal suo io così da ignorare perfino te che gli hai offerto una mano, una spalla o tutta una vita.

Ho scoperto che mio padre è l'uomo che vorrei essere, silenzioso, determinato, forte come un panzer, deciso, chiaro e pur così misterioso. Ho capito che non mi so ancora valorizzare ma ci sto lavorando, ho capito che ancora mi manchi e non vorrei...

Un anno di spese folli, di chi si da un contentino ogni tanto per tirare avanti maledicendosi non appena ha strisciato il bancomat per 30 secondi di estasi e ritrovandosi lo stesso di prima chiudendo lo sportello della macchina. Un anno di fatica vera di un lavoro che non finisce mai e che ogni tanto finisce troppo presto quando lo vorresti ancora per riempirti la mente.

E' solo un anno, cambierà la pelle ma gli occhi no, basta saperli guardare per capire cosa c'è dietro, quanto potenziale nascondono e quanto ancora sanno regalare.

E' solo un anno... poi mi sono baciato e qualcosa è uscito...

Sipario...


... i bambini e gli uomini soli prevedono sempre gli addii...

Beh Sigmund le relazioni sono molto... fragili. Basta solo una cosa, una... minuscola offesa e il sasso diventa valanga e se sfugge al controllo e prende velocità Dio te ne guardi, tanto vale levare le tende.
e... bam!
La mela non brilla più... così scopri che la ragazzina graziosa che hai sposato non è per niente una ragazzina graziosa, no è una mangia uomini.
E non mi riferisco al genere "oh oh eccola che arriva" quella è un altra cosa.
Mi riferisco a chi usa la tua dignità come uno straccio per pulire ogni brandello di mascolinità rimasto attaccato al lavello.
Certo... è possibile che l'abbia tormentata di tanto in tanto, ma giuro su Dio credevo che il matrimonio fosse fatto così al punto che... quando il nostro rapporto si è chiuso onestamente non avrei saputo dire chi odiavo di più, se lei... o me...
me ne stavo lì a chiedermi... perchè i nostri amici non tentavano di distruggersi a vicenda come noi... e scopro che la risposta era molto semplice... loro non erano infelici... noi si...
I rapporti non funzionano come li vediamo in televisione o al cinema.
Lo faranno, non lo faranno?
Poi lo fanno e sono felici per sempre, ma figurati...
Nove su dieci si mollano perchè non sono ben assortiti fin dall'inizio e la metà di chi si sposa divorzia comunque. Glielo dico subito, nonostante tutto non voglio passare per cinico perchè non lo sono, si... è vero... io credo che l'amore serva sopra tutto a vendere molte scatole di cioccolatini e sa, in certe culture, una gallina...
Mi dia dell'ingenuo non fa niente, perchè infondo... continuo a crederci.
In buona sostanza le coppie veramente giuste sguazzano in mezzo alla stessa merda di tutti gli altri, la grossa differenza è che non si lasciano sommergere.
Uno dei due si farà forza e ogni volta che occorre lotterà per quel rapporto.
Se è giusto e sono molto fortunati... uno dei due... dirà qualcosa...

Giù il sipario... qui si chiude

Primavera...

Che qui è primavera... o si rinasce o si muore



Resto qui, è solo la verità
Non si può nascondere la realtà
Che certe cose non cambiano,non serve poi dirselo
Le distanze non contano, i giorni allontanano
Non si dimentica, la città
Dove le cose non cambiano, e i libri raccontano
Le storie che passano
Qui, dove vivi tu
E il ricordo che ho, di quelle cose che restano
Le cose che restano
Sono, le mie foto che parlano
I momenti che vivono qui
Più leggeri nei giorni, fino a quasi confondere i sogni
Le passioni che chiamano, come strade che portano
Qui
Qui dove vivi tu
E il ricordo che ho, di quelle cose che restano
Le cose che restano
Qui, e in un attimo
Tutto quello che ho, sono le cose che restano

Trouble sleeping

In barba alla mia ormai dichiarata insonnia mi ero addormentato, ben 5 minuti di sonno poi il risveglio agitato. L'interruttore si è riacceso i pensieri corrono e io non gli sto dietro, non ho imparato ad ignorarli, a lasciarli scivolare... ci ho provato ma non ne sono ancora capace. Non ho realizzato la fine arte del distacco... quella del "provo a difendermi". Li ho sempre invidiati, guardati con ammirazione.
Ho guardato chi si fa forte, scuote le spalle e via, un altra pagina da scrivere. La mia pagina è sempre quella da anni perchè semplicemente non so più cambiare, non so più nascondermi dietro un finto me, non sapendo ancora se questo sia un bene o un male. Perchè con uno sforzo di memoria torno al passato, alla maschera di me e mi chiedo se stavo meglio o peggio?
Dovrebbe essere chiaro e non lo è in queste notti strane, tu, i tuoi pensieri e una mattina che non arriva mai...
Mi manca tutto e niente, sono uscito un po', seduto sul balcone e visto l'acqua cadere, ho sognato un improvviso blackout come quello di qualche anno fa, un buio totale e magnifico, così scuro da fare chiarezza.
Come avessi sedici anni...
Mi manca mio nonno, scappato dalla vita quando ancora ero troppo piccolo... mi mancano le sue passeggiate, l'arte di recuperare anche le piccole cose e ridarle un senso, l'arte di aggiustare, fosse un ombrello, un giocattolo o una vita intera... con pazienza e tranquillità aggiustava...
Mi manca mia madre sempre al lavoro, lontana sempre più impegnata in operazioni a volte più grandi di lei, fra nevrosi e carezze quando veniva a salutarci a letto mentre noi già si dormiva da un po' e lei spizzicava qualcosa prima di dormire "mamma torni stasera?" "no stasera no"...
Mi manca mio padre e il suo amore odio per le politica, le sue infinite riunioni e i suoi silenzi, le sue riflessioni e gli attimi di gesti toccanti. La sua forza nascosta, la sua umiltà che mi ha donato fino a radicarla nel profondo...
Poi sono cresciuto e ho deciso che tutto questo non mi serviva più, perchè non c'era più, perchè "devi cavartela da solo"...
Poi sono cresciuto... stesse paure di un tempo forse anche di più...
Se tiri troppo la corda prima o poi da qualche parte si sfilaccia...
Me l'hai detto tu...
Ho ventitrè anni e mi manchi tu... alle volte non ti trovo...
Non sono cresciuto mai...

Poi...

poi ho pensato che non darò più lo stesso peso alle parole ma imparerò a farmele scivolare addosso...

A un passo da...

Chiamala sensazione, chiamala percezione chiamala come ti pare... i crolli sono come i terremoti, gli animali li sentono prima... io faccio uguale impassibile aspetto la caduta... lì a un passo da.
Un passo è certamente un'inezia ma può voler dire anche salvezza... un passo è incerto... un passo solo un passo. Spalle alte e testa bassa... un passo e nulla più. Non tocca a me quel passo io aspetto caduta o rinascita, aspetto come ho sempre fatto.
Nato per aspettare... chi? cosa? perchè?
non è dato sapere... si aspettano... si aspettano "le cose che arrivano dopo" quelle che è meglio non chiedere mai.
Quelle che tengono vive il cuore pronto a sacrificarlo o salvarlo... Luce o buio niente vie di mezzo.
Non stavolta perchè la scala di grigi non credo di poterla sopportare...

Cedere...

Cedere è una piccola sconfitta, personale o meno non importa, hai ceduto... sul piano fisico o mentale hai abbandonato una convinzione, un piccolo dictat e l'hai scavalcato... Mi ero ripromesso di resistere fino a mercoledì... perchè?
Perchè aspettavo una canzone, che potesse raccontare meglio di me come sto... per chi come me non è un grande scrittore e per giunta non è nemmeno un piccolo scrittore le canzoni servono, aiutano a descrivere come ti senti. C'è chi è nato per fare il paroliere e chi no, chi in poche righe sa raccontare persino una vita o un periodo e c'è chi di righe deve usarne centinaia in più. La sostanza fa il resto... la musica è un concentrato nel quale ti puoi ritrovare, puoi cantare le tue storie senza per forza dire che sono tue. Ma alle volte quello che non fa la musica lo fanno i pensieri, se reprimi prima o poi scoppi... o forse no... forse stai zitto finchè puoi, perchè è meglio, perchè conviene, perchè un sorriso è meno impegnativo e meno problematico di un'espressione cupa.
Come sto?
A volte non lo so, sembra una grande altalena dettata da un periodo poco semplice, dove alle volte non sai se ti ritrovi a lottare solo o in compagnia. Come la linea di un grafico sale e scende a toccare punti di intersezione io salgo e scendo ricordando sempre la poca propensione per la matematica... è un grafico confuso, un po' sbiadito.
Un grafico che a volte, troppe ultimamente, fa paura... paura di perdere l'equilibrio assunto a fatica, di ritrovare obbiettivi logori e lontani...

"Smetto di essere chi ero
mi trasformo in ciò che sono
per un attimo ritrovo la stabilità
ma poi torno a naufragare
assaporo il mio dolore
conto fino a dieci sono a testa in giù
non controllo i movimenti sento freddo
stringo i denti
non esiste terapia per i miei sintomi
raccogliendo i miei sospiri
le mie esili radici
fingo di non esser mai atterrato qui
e poi momenti che durano un'eternità"

Poi respiro... è solo un altro giorno... come quel grafico aspetto la risalita, sperando sia ancora storia di due percorrerla...