Il giorno dei perdenti a quanto pare c'è!

eh, sai è così...a volte arriva anche il giorno per gli sfigati di successo! (Fina)

Sipario...


... i bambini e gli uomini soli prevedono sempre gli addii...

Beh Sigmund le relazioni sono molto... fragili. Basta solo una cosa, una... minuscola offesa e il sasso diventa valanga e se sfugge al controllo e prende velocità Dio te ne guardi, tanto vale levare le tende.
e... bam!
La mela non brilla più... così scopri che la ragazzina graziosa che hai sposato non è per niente una ragazzina graziosa, no è una mangia uomini.
E non mi riferisco al genere "oh oh eccola che arriva" quella è un altra cosa.
Mi riferisco a chi usa la tua dignità come uno straccio per pulire ogni brandello di mascolinità rimasto attaccato al lavello.
Certo... è possibile che l'abbia tormentata di tanto in tanto, ma giuro su Dio credevo che il matrimonio fosse fatto così al punto che... quando il nostro rapporto si è chiuso onestamente non avrei saputo dire chi odiavo di più, se lei... o me...
me ne stavo lì a chiedermi... perchè i nostri amici non tentavano di distruggersi a vicenda come noi... e scopro che la risposta era molto semplice... loro non erano infelici... noi si...
I rapporti non funzionano come li vediamo in televisione o al cinema.
Lo faranno, non lo faranno?
Poi lo fanno e sono felici per sempre, ma figurati...
Nove su dieci si mollano perchè non sono ben assortiti fin dall'inizio e la metà di chi si sposa divorzia comunque. Glielo dico subito, nonostante tutto non voglio passare per cinico perchè non lo sono, si... è vero... io credo che l'amore serva sopra tutto a vendere molte scatole di cioccolatini e sa, in certe culture, una gallina...
Mi dia dell'ingenuo non fa niente, perchè infondo... continuo a crederci.
In buona sostanza le coppie veramente giuste sguazzano in mezzo alla stessa merda di tutti gli altri, la grossa differenza è che non si lasciano sommergere.
Uno dei due si farà forza e ogni volta che occorre lotterà per quel rapporto.
Se è giusto e sono molto fortunati... uno dei due... dirà qualcosa...

Giù il sipario... qui si chiude

Primavera...

Che qui è primavera... o si rinasce o si muore



Resto qui, è solo la verità
Non si può nascondere la realtà
Che certe cose non cambiano,non serve poi dirselo
Le distanze non contano, i giorni allontanano
Non si dimentica, la città
Dove le cose non cambiano, e i libri raccontano
Le storie che passano
Qui, dove vivi tu
E il ricordo che ho, di quelle cose che restano
Le cose che restano
Sono, le mie foto che parlano
I momenti che vivono qui
Più leggeri nei giorni, fino a quasi confondere i sogni
Le passioni che chiamano, come strade che portano
Qui
Qui dove vivi tu
E il ricordo che ho, di quelle cose che restano
Le cose che restano
Qui, e in un attimo
Tutto quello che ho, sono le cose che restano

Vento

Se scegli il silenzio non è poi facile tornare indietro, la parola è come un vizio, un abitudine... è come il fumo della sigaretta che stringo fra le dita ti da assuefazione, ma se decidi di smettere ci sono due possibilità: o ci ricadi poco dopo preso da debolezza o chissà che, oppure lo odi, odi il fumo, il suo stesso odore... La parola, l'espressione in se rappresenta più o meno la stessa cosa con la difficoltà che smettere è decisamente più complicato. Ma lo puoi fare, perchè ti mancano le parole o semplicemente perchè decidi di accantonarle, di mettere in scatola i tuoi pensieri convincendoti che per quanto servano a te sono poco utili agli altri, questa è realtà non riflessione.
La realtà è che le parole si spendono come denaro, ma che a differenza dello stesso, non producono profitto, le parole volano entrano per poi uscire e la maggior parte delle volte lasciano solo vento...
Come vento volano verso le dimenticanze e così tu stesso sarai costretto a farne vento, quindi scegli il finto "silenzio" fatto di nulla, accumuli ma senza nemmeno voler esplodere...
Perchè non serve, perchè è inutile e non vuoi più sperperare, perchè le parole per te hanno un "prezzo" che nessuno può capire, se proprio non puoi far altro le tieni per te, come qualcosa su cui coccolarsi, come morbido cuscino che sa accogliere, dentro te restano e resteranno indelebili perchè frutto di tue passioni.
Così facendo vivi più docile, meno irrequieto, forse un po' più spento ma non è nemmeno detto, così forse vivi bene... parlando di tutto e di nulla... ...nulla che ti interessa, per cui si voglia lottare...
Con solo  una gran voglia di essere vento, anche se dimenticato pur sempre vento...


Quel senso di nausea...

E ti ritrovi lì, quaderno giallo alla mano. Comprato così, senza motivo apparente, prima di partire per la Spagna quasi a volerci raccontare il viaggio.
Un piccolo quaderno ad anelli, rigorosamente a quadretti, non un bel quaderno, nemmeno un'agenda seria o un diario.
Ma comodo, piccolo...
Piccolo come i pensieri che raccoglie, qualche appunto qua e là , titoli di canzoni per lo più, sentite alla radio magari e impresse lì con inchiostro blu. La mia memoria non è mai stata particolarmente arguta per certe cose...
I quaderni però hanno un difetto, sopratutto se piccoli, tendono a "scappare"... se come me scrivi a letto le prime righe sono decisamente pulite e lineare.
Ma mano che si scende la calligrafia non ha più ordine, cambia forma quasi non fosse più la tua.
Si crea un abisso di righe saltate, di virgole come uncini, di parole che rilette diventano indecifrabili...
Non hai molto a cui pensare, stai lì, con una lampada alle spalle ed un vecchio pupazzo a sorreggere la schiena, cerchi di dare al tuo lettore mp3 un "indirizzo", quasi dovesse seguire il mood del tuo umore ed adattarsi di conseguenza,
Lui però, essendo poco dotato di sentimenti ti snocciola solo canzoni che puntualmente producono nel tuo cervello la seguente affermazione:"devo ricordarmi di togliere sta merda".
Certo il giudizio è forte, qualche artista avrebbe da risentirsi, ma oggettivamente sei tu, un quaderno e il marchingegno tecnologico... la possibilità di fuga di notizie è decisamente bassa.
Poi però la canzone che aspettavi parte e ti fermi un po'.
Pensi che è una settimana che non dormi più di tre ore per notte... che hai scoperto esserci una clinica veterinaria aperta 24 ore vicino a te, ma che vorresti decisamente non averne più a che fare...
Pensi che domani tocca un altra visita e che: "speriamo sia tutto apposto"...
Pensi che il tuo telefono ora di sera non è più scarico come una volta e che in un mondo dove con il cellulare ci fai pure il caffè, il metro della tua vita sociale è indietro un bel pezzo.
Pensi che in fondo un po' ti dispiace perchè a scriverti era un'entità molto più vicina di qualsiasi altro anche se lontana in chilometri...
Pensi a quei silenzi e a cosa possano nascondere, cosa celano dietro la cortina di fumo...
Poi consideri i tuoi amici, che loro no, sono stupendamente all'antica, di quelli che ti chiamano dicendoti: "vediamoci" consci che il cellulare alle volte è una sorta di maledizione in 160 caratteri facilmente poco chiari e sopratutto interpretabili alla bisogna dall'uno o dall'altro.
Pensi che il buio ti fa più paura ora che sei "cresciuto" che da ragazzino... ma che la mattina lo pretendi per prolungare il tuo sonno anche per dieci minuti.
Poi pensi... che pensi troppo, che ogni situazione la svisceri per trovarti preparato all'evenienza, dimenticando troppo spesso che, in ogni caso, mai seguirai i tuoi percorsi mentali ma ti affiderai all'istinto...
Poi rifletti; nevicherà... e ancora le catene non le hai comprate: "domani vado a prenderle"...
Buona notte...

Interrogativo

Ma per le inuti "finte domeniche" c'è la differenziata o il solito sacco nero?



così per sapere eh...

andiamo ronzinante...

La notte, amica nemica notte... di chi vorrebbe dormire ma non può, non riesce... di chi vorrebbe raccontare mentre il mondo dorme... di chi se non ha più con chi parlare parla con se stesso... ma la realtà è che il tuo "te stesso" ti ha stancato, il tuo te stesso a domanda risponde con domanda... obbiettivamente non il miglior interlocutore...
Di chi ha un nodo al fazzoletto a ricordare ciò che è e sempre sarà purtroppo, fottutamente cocciuto su basi poco solide ma molto ragionate, basi in sostanza sue, sbagliate certo... ma non puoi buttare le tue fondamenta, puoi ingrandirle, consolidarle, trasformarle alla bisogna.
Non puoi distruggerle perchè vorrebbe dire azzerarti di nuovo, mettere la maschera e costruire un nuovo castello di specchi, magari bello ma fragile, pronto a cadere seppur difeso da fossati e alte mura.
Ma i muri crollano, sotto il peso delle parole e dei colpi di vento, scosse da un terremoto o infiltrate dall'acqua...
Mi sono ripromesso di evitare di nuovo i muri, magari semplici barricate per i più, ma chi sa leggere sa come aggirare l'ostacolo ed arrivare al centro di quelle piccole fondamenta, sa dargli forza e se vuole sa modellarle.
La volontà c'è, di essere limpido e cristallino alle volte decade per poi risorgere...
è solo un altra notte...
andiamo ronzinante, c'è un altro mulino che ci aspetta... lotta inutile forse ma sempre lotta...

Pensiero della sera...

La lontananza sai è come il cielo, distanza così grande che non serve l'aereoplano ma questa leggerissima farfalla sulla mano
fa rivivere il pensiero delicato messaggero...
La lontananza sai è come il mare, distanza che è impossibile da dire,
inutile varcare, si immagina e ti impone di aspettare...

Si sta come d'autunno...

Può essere che ti trovi così per caso al 22 dicembre, che so intorno alle 15 e 55 ed hai finito di lavorare... niente più fax da ricevere o pratiche da inserire... puoi solo aspettare l'avvento delle 18/18.30 e andartene a casa, goderti quei 4 giorni di festa e poi ricominciare da capo.

Capita che per aspettare non sai bene che fare, che fumi allegramente in ufficio anche se non si piò, che giochi a solitario, che leggi qualcosa qua e la.
Capita che poi arrivi su lastfm e ti spari un po' di musica random giusto per scoprire qualcosa di nuovo che però non è propriamente quello che cercavi.
Capita che hai fatto accordi che qualcuno non sta rispettando... accordi che non puoi rivelare, ma che quel lui deve star pur certo se non rispetterà pagherà caramente, perchè se anche quel lui è grande e potente per certe cose non fa alcuna paura... e sopratutto lui sa cosa è dovuto, cosa deve o non deve fare, lo sa perchè gliel'ho urlato e in tono quasi imperativo.
Capita inevitabilmente che poi pensi un po'... alle feste, al lavoro, a te, a lei e ti rendi conto che per quanto tu possa impegnarti le cose non vanno sempre come vorresti, che ci sono sempre cause esterne a modificare il regolare andamento delle cose...
Capita che ti darai qualche colpa perchè oggettivamente ce le hai e lo stai capendo solo ora, ti prometti che non sarai pesante almeno per un po'... finchè dura... ma che proverai ad esserlo sempre meno con tutti, che imparerai a vivere senza aspettarti niente proprio come dev'essere... proprio come sarà.
Capita che sorridi e non sai se dovresti, però è così bello farlo che non vorresti smettere...
Capita che vorresti veder sorridere anche altri e non perchè è natale ma proprio perchè è bello...

Si sta come d'autunno sugli aberi le foglie...

Pronti a spiccare il volo...

Ho scritto un post sulla carta...

Ho acceso la luce a riaperto un vecchio porta documenti, presente di quelli in pelle? Già quei meravigliosi feticci con tanto di logo aziendale impresso in copertina?
All'interno un blocco plastificato che all'apertura, causa il peso che risiedeva sul porta documenti, ha prodotto un crepitio quasi si trattasse di qualcosa di vecchio, che so di vissuto...
La verità è quella società ancora c'è, pare ormai lo zombie di ciò che doveva essere ma ancora esiste... per quanto non è dato sapere.
Ho ricordato i sogni, le aspettativi dei rispettivi creatori quando il progetto partì, quando mi chiesero di partecipare...
Li ho visti correre il lungo e in largo, impegnarsi, studiare perchè tutto andasse bene... ho visto impegno e partecipazione per un nuovo "soggetto", ho visto incarichi per i primi mesi tanto quasi da restarne stupito, perchè da "socio", ma non operante, ho conservato visione critica e oggettiva...
Poi...
...poi ho visto poi bocconi amari, ho visto storcere il naso e "chinarsi" alle pseudo regole del mercato per farla sopravvivere... ho visto il deserto di chi non ha un aggancio "politico" alle spalle, l'indifferenza e la superbia di chi regola il gioco con il petto gonfio e con il coltello dalla parte del manico fregarsene di impegno e voglia di fare.
Ho visto soldi richiesti per inspiegabili "adeguamenti" strutturali, ho visto qualche lacrima e un po' di rabbia... poi l'indifferenza di chi si sta sparando le ultime cartucce, di chi ottiene il contentino dal pesce grosso, di chi ci deve mettere la faccia prima di chiudere baracca e burattini... di chi sperava di potermi concedere un futuro e non l'ha potuto fare... non così almeno.
Ho visto l'entusiasmo scemare, ho sentito discorsi "piegati" proprio come quegli ideali che c'erano all'inizio... ho sentito un grande e assordante silenzio nel sentire quel telefono non squillare... sentito che tutto va così, che non c'è nulla da fare... sentito che "infondo lo potevamo immaginare"...
Ho chiesto di uscire prima che fosse tardi, mi è stato detto che non era possibile... non per ora... di pazientare ancora un po'...
Ho visto soprattutto una persona con la testa china alla scrivania perchè ha sudato così tanto che ancora non gli par vero dover abbandonare quella "loro" creatura quasi fosse una figlia...

Quella sorta di blocco nella testa...

Mi piacerebbe raccontare qualcosa, un testo che so magari interessante, articolato, infallibile... uno di quei pezzi che narrano anche a chi non vuol sentire...
Mi piacerebbe dire che mi ha scritto una mail un vecchio amico rimproverandomi perchè mi dedico poco a questo blog... che lo lascio li come ferma creatura, che lo sfioro ma non lo prendo in mano... ma non sarebbe vero, più interessante sicuramente ma non vero.
Mi piacerebbe dire che mi ha scritto qualcuno raccontandomi chissà quale meravigliosa avventura, così che io ne potessi trarre ispirazione... ma sarebbe finto anche questo...
Probabilmente non scrivo più come prima perchè ho cambiato tastiera: ma certo ora si è chiaro... o forse no... no forse non è la tastiera... ecco si però l'hi fi può essere benissimo, m'è cambiata la sonorità nella stanza e questo mi porta a non scrivere...
Forse la cosa che più si avvicina alla realtà è che il più delle volte ti stufi di te stesso, dei tuoi pensieri... la mente è una cosa meravigliosa capace di elaborare tesi e trattati come allo stesso tempo di focalizzarsi su quelle tre o quattro paure, speranze, angosce o per meglio dire stronzate che la popolano.
Ed è così che, come un film rivisto mille volte comincia a stancarti, lo stesso fanno le tue "riflessioni", tanto da parerti sbiadite, logore... usate e al contempo abusate. Il meccanismo però è notoriamente bloccato, per quanto vecchie ti paiano il tuo cervello le interpreta nelle sua migliaia di possibili varianti, così di essere preparato ad ogni evenienza, per avere la misera soddisfazione di poter esclamare quasi con gusto:"l'avevo detto io", ignorando quella tonnellata di "parti" celebrali che ora sono solo spazzatura.
Come un blocco che a giorni alterni pare insuperabile e di colpo poi superato... i cazzi miei sono decisamente poco interessanti agli occhi esterni e cominciano a diventarlo anche per i miei stessi... e questo riduce il presente post ad essere uno di quelli che leggi e rileggi mille volte cercando di aggiungere una riga in più...  che si sa che la lunghezza fa decisamente più figo rispetto alla cortezza.
Infondo è falso pure questo, va distinto chi scrive per se e chi per i suoi possibili "lettori" più o meno interessati, io ,visto che i miei non li conosco, faccio quello che scrive per se stesso e che infondo se ne sbatte un po' dello stile, degli argomenti e di tutta un'altra serie di cose importantissime...
Infondo in questo periodo di "latitanza" internettiana è cambiato tutto e nulla... quindi insomma nulla di nuovo...
solo un gran blocco nella testa...

Lettera per te vers. 2

Che sia più chiara questa della precedente… intanto beccati questa…

Le mani cercheranno di più
presto ti chiederai chi sei tu
se quel che accade è poi così giusto
vorrai volare in un altro posto
tra silenzi e confusioni
desideri contraddizioni
quell'ansia che conosco

Che ci vuoi fare, sembra fatto apposta, di canzoni che partono casualmente… un testo mai sentito prima ti colpisce perché ti ci senti così.

Reduce da un corso di “comunicazione” che tanto pareva una scuola di vita ti porta un attimo a vacillare no? Perché figliolo mio devi, imperativo, comunicare così… devi nascondere, recitare la parte, che non vuol dire non essere te stesso, ma solo recitare la parte che si avvicina di più alla tua, che così si, così si cazzo che ce la fai, questa è la via. Metti da parte un attimo quelle che sono le tue emozioni, uniformati, giacca, cravatta, altro giro e altra corsa sulla giostra che va.

E quanti inverni si scioglieranno
sopra ai tuoi anni che correranno
un sole puntuale ti brucerà
un cielo intenso gocciolerà
un'idea da difendere
giorni grandi da pretendere
e tu al centro di un amore
fischiato come quel rigore…

Eh si che ti credevi, che noi stavamo qui ad aspettare la tua barbetta e il tuo orecchino del cazzo da ventiduenne stronzo? No… no, non ci siamo devi “venderti” un po’, devi giocare un po’ con la tua personalità e VENDERE, l’imperativo VENDERE e VENDERTI porca troia, tu come soggetto non vai, guardati un attimo, non hai piglio e bello mio, fai anche un po’ schifo, su ammettiamocelo… c’è di meglio a sto mondo no?

Tu non dimenticare
tu non dimenticare
scrivilo nei tuoi occhi
tu non dimenticare
tu non dimenticare
non puoi dimenticare
fermalo nei tuoi occhi
non lo dimenticare…
……………………
scrivilo nei tuoi occhi…

Poi diciamocelo non hai un fottuto obbiettivo, insomma qual è il tuo centro? Si può sapere che cazzo vuoi dalla tua esistenza? Qual è il tuo core business? Cos’è non parli? Resti in silenzio? Ma vuoi capire che stai su un “palcoscenico” dove va in scena il mondo? Che fai ti travesti anche tu? Dai! Muoviti! Il costume è lì mettitelo e fai girotondo con noi, non vedi quanto cazzo sorridiamo?

E nuova luce ritroverai
per ogni brivido che accenderai
dentro le cose che racconteranno
e voci che si disperderanno
solo in cerca di qualcuno
la tua strada e più nessuno
e tasselli di memoria
a costruire la tua storia…

Adesso basta, togliti quel coso dall’orecchio e cominciamo a parlare, fatti quella barba e vedrai come cambieranno le cose. Se vai conciato così nemmeno ti fanno entrare… che vuoi fare? Resti fuori mentre tutto il mondo si butta nella bolgia? È così semplice, svegliati! Lotta di sopravvivenza, do you know?

Tu non dimenticare
tu non dimenticare
scrivilo nei tuoi occhi
non lo dimenticare
tu non dimenticare
non puoi dimenticare
per essere migliore
non lo dimenticare…
……………………
per diventare un uomo…

Vedi amica mia questo è quello bene o male che hanno cercato di inculcarmi dentro queste ore di “corso” e tu starai sorridendo leggendo queste righe lo so, di un sorriso vero e genuino, tu che già sai puoi solo sorridere conoscendo quello che si anima dentro le pagine della mia vita. Mi è stato detto che non parlavo sai? Ma che gli potevo dire? Come lo trovavo un punto di incontro?

Come sai, mentre steso su di te mi carezzavi la testa, non ho parlato perché un punto di incontro non è ne mai sarà possibile. Come mi relaziono con una persona, affabile, brillante, simpatica, con la battuta pronta e decisamente più grande di me? Con chi da dieci anni a questa parte, per sua stessa ammissione, non ha preso una vacanza… con chi lavora 24h su 24, con chi non crede possibile un disturbo psicologico, perché si rifiuta di credere che la stessa mente possa, in qualche caso, piegarsi a se stessa.

Che gli dovevo dire amica mia?

Alzarmi e dirgli che la sua vita per me è solo quella di un coglione? Di chi non ha, ne mai ha avuto paura di affermare che anche arrivare secondo o terzo o anche ultimo non gli fa schifo? Sbaglio? Forse si, sono il primo a dirlo, ma cazzo mi accontento è tanto grave? Mi accontento di essere uno stronzo sognatore, di quelli che l’abito non fa il monaco, che la recita non la vuole fare perché, con tutto il rispetto la recita gli fa schifo? Potevo veramente farlo?

Io amica mia, sono uno sfigato di successo, e questo si è il mio ruolo, di chi fa il suo piccolo e tira su quello che viene, di chi si sveglia la mattina senza inseguire chimere, ma segue solo il suo stronzo, barbuto cuore con l’orecchino. Perché quell’orecchino se lo ho ha un significato e nessuno me lo porta via, I’m sorry, li rimane… che se lo perdo ne metto un altro, sperando possa sostituire decentemente il suo predecessore. Che l’unico business core(Cuore produttivo dell’attività di un’impresa, dalla quale l’azienda trae i principali ricavi), per dirlo con un espressione fine, del mio culo è quello di espellere ed evitare di ricevere qualsiasi cosa; per quanto possibile quello è l’unico ricavo possibile ed immaginabile per me, che gli racconto?

Che faccio, glielo dico che quando c’è un sentimento mi ci butto a testa bassa e senza pensarci anche a costo di sbatterci la testa? Che mi sveglio solo con l’obbiettivo di realizzare sogni anche se lontani e impossibili?

Demagogia? Forse… ma è quello che ho dentro…

Che faccio te lo dico amica mia che ti amo? O come mi è stato detto oggi posso solo dire ti voglio tanto bene, perché l’amore è qualcosa che non possiamo capire? Quasi fosse astratto?

Glielo dico che tiro via quelle insostenibili apparenze, quei sorrisi falsi, frasi ipocrite che più che apparire scelgo d’essere? Che sguscio, perché non me ne frega un cazzo… che i brividi, come già scrissi, sono miei e me li procuro come mi pare… Che ho voglia anche nel caso di farmi male se questo potesse portarmi a volare?

Giusto o sbagliato amica amore mio, queste sono le mie ancore… io sono così perché questi sono i miei credo, piccoli o grandi non mi interessa, ma miei e forse di altri, ma questo non conta, perché sono vivi e maturati dentro un fottuto ventiduenne con barba, orecchino e due occhi che parlano anche se non lo fanno le parole.

Io non dimentico, sta tutto scritto li, brividi, sguardi, emozioni… io sto lì, impresso nei miei occhi… ma non ci trovi la recita, ci sono io lì… bene o male questo sono cazzo e ne sono fiero a tratti forse, ma convinto sicuramente. Sono i miei tasselli per “diventare uomo” uno che magari arriva secondo, ma che arriva… che ha voglia di arrivare…

Arrivare con te…

Che che ne dicano, io ti amo amica amante mia, con una lacrima, un abbraccio e una fottuta carezza… chissà se ce la faranno a descrivere in quel modo anche tutto questo.

Voglio muovermi sul mondo
di cui sono manifesto
so che è lungo il mio percorso
ma è importante farlo presto
vado incontro a questo tempo
coi miei passi che hanno fretta
con la voglia di capire
è difficile che smetta
di agitarmi di cercare
andare a fondo nelle cose
urtare contro le coscienze
degli adulti un po' ritrose

ma io devo andare avanti
e mi va di scardinare
quel forziere che è la vita
io la voglio provocare
e lo so che qualche volta
posso pure esagerare
ma se sfido la paura
è perché ho muscoli da fare
sottopormi a dure leggi
quelle fisiche morali
devo spingermi da solo
in quel tanto da imparare
trattenere i miei ricordi
i più importanti i più banali
e raccogliere le immagini
le vorrò fotografare…
……………………
scrivilo nei tuoi occhi…

Lettera per te vers. 1

Ho ballato sai? Si l’ho ballata quasi tutta mentre pensavo a queste parole da stendere… 8 minuti di cassa che batte in testa ad un volume improponibile… ho sudato, non ho un fisico da grande ballerino, ne la classe, ne le movenze lo ammetto. Ma qui, al chiuso di questa stanza, ho creato una mia piccola pista da ballo… che vuoi che sia pochi metri quadri da dividere con gli oggetti della mia infanzia. Ho saltato, cantato, aperto e chiuso le braccia… con movimenti non belli probabilmente ma solo lasciandomi trasportare dalla musica, da una cassa che batte e una voce che a volte si confonde… si ho ballato da solo, non curante che mi potesse vedere qualcuno… non ora, non oggi… ho ballato fino ad avere il fiatone, non posso pretendere di non averlo, il mio fisico non è propriamente quello di un maratoneta, non un fisico da grande resistenza.

Mi accontento di quello che sono, mi tengo il mio fiatone, ma mi andava di ballarla… per buttare fuori, per scaricare… chissà se a chilometri di distanza mi hai sentito saltare, hai percepito quel movimento così strano per me… chissà… chissà a che pensavi in quel preciso istante, dove vagava la tua mente in cerca di conferme e certezze in quella situazione che di certo ha ben poco. Se solo potessi leggere ciò che passa nei tuoi occhi quando sei lontana, quali idee fanno capolino dentro te, quali soluzioni o scenari immagini ad ogni minima percezione…

Sto ricercando una cosa sai? No per carità, non sono parole mie quelle che leggerai, ahimè non ho il dono della scrittura… la mia è una finta cozzaglia di parole, nulla più e nulla meno… quindi cerco le ispirazioni in ciò che ascolto, riutilizzo frasi che forse saprei io stesso coniare ma che dette da altri assumono un fascino così irresistibile da non poterne fare a meno.

Che lettera sconclusionata è questa dirai… non lo so credimi, ci sono cose che nascono senza un perché, senza un motivo particolare. Certe lettere somigliano a gesti quotidiani che svolgiamo senza prestarne la giusta attenzione… così come altri leggono, ascoltano, ridono, guidano o chissà quale altra cosa io scrivo così… a cuor leggero, senza troppi problemi di sorta o di punteggiatura.

<<Ci vorrebbero i raggi x, perché non c’è un organo che sta fermo in questo momento a vedere quest’immagine… quando si incontrano delle cose nella nostra vita, bisogna proteggere, le cose più possenti, gli accadimenti anche semplici ma che hanno una loro grandezza>>

<<Quando la vidi per la prima volta, vidi una fragilissima maestà>>

<<son quei regali… avere una montagna di neve… dice il poeta se hai una montagna di neve tienila all’ombra, perché le maestà, come le montagne, fragili, son delicate… si sciolgono… ed io ho trovato questa montagna di neve>>

<<ti accorgi della grandezza delle montagne quando te ne allontani, quando sei lì sotto non te ne accorgi, ma quando ti allontani…>>

Recitava così quell’attore… guardando semplicemente una foto, poco o tanto? Non lo so, certo mi rendo conto che estrapolate dal contesto e trascritte non fanno lo stesso effetto, non danno lo stesso brivido che diedero a me sentendole per la prima volta e poggiando il mio pensiero su di te, ma mi piaceva fossero tue, perché sono cose mie, che ho fatto mie e mi pareva giusto consegnarle a te.

Tutto questo non ha un senso forse, queste parole senza un filo logico apparente sono per te... per te che quel filo sai trovare…

 Hai paura a crederti,
ma non ci sono regole…
sei solo fragile di più…
se cadi giù ti tengo io…
saremo in due, ascoltami…
mi basti tu…

Hai riflessi semplici,
parole e modi che…
…mi fan sorridere…
così, non puoi che accenderti…
non devi scioglierti…
ti sento l’anima e di più…
se cadi giù ti tengo io…
saremo in due, ascoltami…
mi basti tu…

E se aiuti un po’ il sogno, aiuta te…
voglio solo che sia sincero…
per salire insieme un po’ più su…

Questo si, lo sai che vuol dire…

Tira i dadi, probabilità... stai fermo due turni... ricomincia dal principio senza passare dal via..

Avvertenza: Post sconclusionato da costanti onde d'umore, assumere con moderazione. Non sforzarsi di cercare un filo logico è probabile che non ci sia.

C'è che uno si trattiene per un po', non scrive non avendo nulla da dire, poi di colpo riscopre che da dire ci sarebbe... ma allo stesso tempo che non si può... o non si vuole... o non si ha voglia.
Succede che poi parti e ti dimentichi di tutto per 3 giorni per le vie della capitale, ci si lascia incantare dalle bellezze artistiche e umane con cui entri in contatto... dimenticando che resti sempre e comunque lo stronzo qualunque di prima, anche se devi ammetterlo che esserlo, beh si da una certa soddisfazione.
 
Lo stronzo qualsiasi è merce rara ma stiamo scherzando? Qua si fa a gara di personaggi costruiti e io da sfigato di successo mi ci trovo benissimo... ma riflettevo: che sia un personaggio pure questo?
Beh non si può sapere tutto no?
D'altronde come fai a credere alle favole se poi ti arriva uno stronzo (ma non uno qualsiasi, uno che si ritiene importante), tale monsignor Alessandro Maggiolini, che dall'alto di chissà cosa ti dichiara (in una chiesa piena di  minute creature): <<Babbo Natale non esiste e non porta i regali. E non esiste neppure la befana>>. Beh "monsignore" grazie, grazie davvero, ora potrebbe tornare da dove è venuto? No così tanto per levarsi dai coglioni della nostra esistenza...
Bambini credete a me, è il monsignore che non esiste, come "persona" non esiste e se vi capita davvero di vederlo, non preoccupatevi è solo un brutto sogno. Voi invece continuate a crederci a Babbo Natale che di sogni ce ne portano via già troppi, non permette che siano "loro" a dirvi a cosa credere o meno... fatelo voi quando ne sarete in grado. Ditegli che se Babbo Natale non esiste perchè non lui non l'ha mai visto, io il suo Dio continuo a vederlo sempre meno.
Son solo riflessioni per carità, sai... camminando per le strade di Roma il cervello vaneggia e a me da gusto cercare di stargli dietro a briglie sciolte.

Poi succede che ritorni e c'hai un casino dentro che è difficile spiegare... difficile razionalizzare... quindi ti affidi alla rabbia pre-natalizia ignorando il fatto che "a natale siamo tutti più buoni"... no, io no grazie, ho già dato e i risultati li ho ancora marchiati a fuoco sulla vita.

Insomma è partita la "caccia ai killer dell'anima dell'uomo" che il bene non sta ne da una parte ne dall'altra, devi sempre schivare la merda che ti tirano contro e sopratutto ricordare... ricordare dove ti sei perso, chissà mai che un giorno ripassi di lì e ti ritrovi anche se per qualche minuto di "eccelsa e lucida follia", perchè non mi va di essere "venduto in offerta speciale"... che i brividi sono miei e me li procuro come mi pare... nello scaffale non ci sto e anche se il codice a barre ce lo hanno appiccicato io tento di nasconderlo...

<<Per il resto come va?>>
Mah... sinceramente non lo so, sto sviluppando veleno... prima o poi lo sputo, nel frattempo affilo i denti... sia mai che per una volta li uso come si deve: per mordere.
Sto in difensiva, rifletto, vaneggio, ma poi passa torno normale non ti preoccupare eh... ho un DNA troppo pigro per incazzarmi davvero, trattasi di genetica... se volete una cavia sono qui... telefonare ore pasti no perditempo, che nella vita ne ho già avuti abbastanza. Hai presente di quelli che entrano senza chiedere permesso?
Si quelli che si accomodano, fanno un casino indescrivibile e se ne vanno sbattendo la porta?
Volendo preferirei evitare, che di disordine ne creo abbastanza da solo...

Nutro l'aspirazione di essere un perfetto nessuno...


Musica e pensieri

Basta poco infondo, una macchina, un po' di musica e i tuoi pensieri. E' così che qualche sera ti avventuri senza meta per le strade di provincia, poco trafficate e grandi da poterli contenere tutti. Così ti rimetti a pensare a tutte le volte che hai perso, che ti sei perso...

[You'll remember me when the west wind moves
Upon the fields of barley
You'll forget the sun in his jealous sky
As we walk in fields of gold]

Pensi a quante altre volte il distino giocherà con te... a te che sei arrivato a 22 anni quasi e ti senti terribilmente solo, così diverso dal mondo che ti circonda... sono tutti così felici e spensierati... perché tu no?

[Come un lampione che si accende
in pieno giorno inutilmente
aspetto il sasso e chi così mi spegnerà]

E macini chilometri, lasciandoti alle spalle flash di felicità che sembrano così lontani, così distanti da adesso, adesso che urli senza essere sentito... che coltivi le tue piccole speranze e le vedi "morire" giorno dopo giorno... così come spariscono le figure a te più care...

[Speriamo che piova,
non voglio dire per tutto il tempo, questa notte sola
quando c'e' brutto mi ami piu' forte, mi dici vola
se vuoi partire non aspettare, vedrai che appena ti alzi un po'
comincio anch'io a volare.]

Pensi a quante volte hai dovuto rimettere insieme i cocci  al solo scopo di farteli distruggere di nuovo, al tuo futuro incerto, al presente pesante e al passato che pesa ancora sulle tue scelte... a tutte le dimenticanze e le cattiverie subite, alla tua poca propensione a reagire...

[Chissà se poi è vero che le stagioni svaniscono, con la felicità che ti sfugge inavvertita come sabbia tra le dita,
Se c'è da ricordare è per tutto quel male banale
così, per fare che ci siamo detti
e che ci siamo fatti]

Ritorni sulla tua voglia di partire, di scappare, di abbandonare il tuo mondo per lidi lontani, abbandonandoti alla speranza che i problemi loro no, non ti seguiranno.  Pur sapendo benissimo che è così... ma quella voglia di partire ti fa assaporare un mondo diverso... ma il coraggio di farlo chi ce l'ha?

[Sailing takes me away
To where I've always heard it could be
Just a dream and the wind to carry me
And soon I will be free]

Sogni si infrangono come moscerini sul parabrezza, hai paura di non farcela, ce l'hai fatta mille volte, ma questa volta sembra diversa, chi ha rubato la tua voglia di stupire? La tua voglia di crederci dov'è andata? Se n'è andata anche lei nel marasma delle tue illusioni... dove sei tu?

[Scavalca i ponti tra mente e cuore la soglia estrema del dolore
L'orgoglio ed il suo mare immenso per far capire che ci penso...
Che soffro per amore intenso, che gioco ancora con il vento.
Ma non trovo più il bimbo dentro:
che rido ancora senza un senso e navigo distratto e attento, ingenuo ma con la testa
O tutto o niente..o sempre o basta!
E che sono qui per ritrovarmi
E chiedo aiuto a te]

Pensi a quante volte ti sei accorto troppo tardi di quello che stava succedendo, di quello che tramavano alle tue spalle e tu hai fatto finta di niente credendo e concedendo fiducia a chi non se la meritava a chi si divertiva alle tue spalle... a chi ha sempre avuto in mente di darti un contentino per "tenerti" buono con atteggiamenti e parole studiate a tavolino per creare confusione...

[Le cose che arrivano dopo
le leggi nel fondo di un cuore che ama.
Ti mettono al muro e ti spiegano il senso di quelle che arrivano prima.
Ma arrivano dopo]

E ora? Che sarà di te? Troppe domande nella mente, sei al giro di boa, si ricomincia è un nuovo giorno...

[Ci sono cose che non puoi capire adesso,
cose che fanno più paura del tuo gusto dell'eccesso.
Ci sono cose che non vedi, anche se sono dappertutto.
Adesso è meglio che mi guardi e che mi dici il tuo giudizio.]